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20 Novembre 2019
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Dal Dragone al Serpente in cerca di quello che viene

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Nel Cielo

La cartina del mese mostra le due parti in cui è divisa la costellazione del Serpente, distanti tra loro circa 40° e separate dall’Ofiuco. Dei tre oggetti trattati questo mese, uno, l’ammasso aperto Trumpler 32, si trova nella “coda” (Serpens Cauda), mentre gli altri due, il globulare M5 e la galassia NGC 5921, sono situati nella “testa” (Serpens Caput).

Dalle spire fantasy del Dragone, esplorate nella scorsa puntata, passiamo questo mese a quelle più concrete del Serpente, figura divisa in due dall’Ofiuco come un tempo l’India separava il Pakistan orientale da quello occidentale. All’interno delle due parti abbiamo scelto tre oggetti diversissimi tra loro sia per tipologia che per luminosità, partendo dal rutilante ammasso globulare M5 (che per dimensioni, luminosità e distanza può essere considerato il clone del più famoso M13) e finendo con lo spolverio quasi inavvertibile dell’ammasso aperto Tr 32…

Il Serpente è l’unica delle moderne costellazioni a essere divisa in due parti, e il motivo è presto detto. Quando nel 1930 l’Unione Astronomica Internazionale decise di stabilire in modo finalmente rigoroso i confini di quelle nazioni celesti, si trovò a fare i conti con due figure mitologiche – il “serpentario” o ofiuco (ovvero l’ammaestratore o catturatore di serpenti) e il grosso serpente che stringe tra le mani – fortemente legate e sovrapposte. Si convenne allora che l’unica soluzione sarebbe stata quella di dividere in due parti la costellazione che raffigurava l’animale, lasciando la Testa (Serpens Caput) a ovest e la Coda (Serpens Cauda) a est del torso dell’Ofiuco; tanto che per osservare gli oggetti proposti questo mese dovremo per l’appunto saltare da una parte all’altra della possente figura del serpentario, spostandoci anche di 45° da est a ovest.

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.193 - 2015 alla pagina 54

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