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16 Luglio 2019
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CHI CYGNI è tornata! Cercatela stanotte

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Chi Cygni

Più significativo di mille parole il raffronto tra queste due riprese fotografiche della stessa regione di cielo, ottenute a pochi mesi di distanza l'una dall'altra. In quella a sinistra, il puntino al centro del circoletto è la stella Chi Cygni, allora di mag. +11,2. In quella a destra la stellina telescopica si è trasformata in una stella rossastra di mag. +3,8, decisamente cospicua e ben visibile lungo il collo del mitologico Cigno celeste.


Proprio in questi giorni è tornata ad essere visibile ad occhio nudo χ Cygni (Chi Cygni), la variabile che mostra in assoluto il maggior divario tra la luminosità minima e massima. Poche settimane ancora, e la stella sprofonderà di nuovo a magnitudini tali da essere rilevate solo con una camera CCD. Vale la pena di dare un’occhiata, perché la prossima occasione potrebbe non arrivare molto presto, e soprattutto con questa straordinaria intensità luminosa. Le prime variabili, scoperte a partire dal 17° secolo, vennero ovviamente identificate tra le stelle più luminose, vale a dire tra quelle che appartenendo a una riconoscibile costellazione, o a un asterisma famoso, andavano ad alterare più o meno visibilmente il disegno celeste che con la loro presenza contribuivano a formare. Fu così che nell’estate del 1686, l’astronomo tedesco Gottfried Kirch (1639-1710) si accorse che nel bel mezzo del lungo collo del Cigno era accaduto qualcosa di anomalo: la stella di quarta grandezza, χ Cygni, era infatti scomparsa!

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.171 - 2013 alla pagina 54

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