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11 Dicembre 2019
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Charles Piazzi Smyth – Astronomo di rango, profeta della montagna e piramidologo impenitente

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Hanc MarginisVista la riproposizione in questo numero della sempre affascinante ipotesi di Robert Bauval sul legame tra Giza e le stelle della Cintura di Orione, ci è sembrato in qualche modo appropriato dedicare la rubrica all’astronomo che più di ogni altro si è perso nella mania, tipica del suo tempo, dello studio delle piramidi e dei loro misteri; passione poi sconfinata, agli occhi di noi moderni, in una vera e propria ossessione numerologica. A questo proposito, c’è un aneddoto molto irriverente (ne parliamo nel testo) che circola da sempre… Un fatterello dove non si fanno nomi, ma che sembra adattarsi benissimo al protagonista di questa puntata. Stiamo parlando di Charles Piazzi Smyth, irrequieto figlio (e figlioccio) d’arte che troppo spesso i nostri contemporanei hanno giudicato con sufficienza, sottovalutandone la grande vivacità intellettuale e la portata di certe sue scoperte.
La storia inizia con le vicissitudini scientifiche e militari di una vecchia conoscenza per gli appassionati di astronomia. Chissà quante volte, infatti, anche i lettori di questa rivista avranno trovato citate le osservazioni del mitico “Ammiraglio Smyth”. Ebbene, come indica il suo titolo, William Henry Smyth (1788-1865) passò gran parte della sua vita nella Royal Navy, iniziando la sua brillante carriera durante le guerre napoleoniche. Tramontata nel Mediterraneo la minaccia francese, si dedicò al rilievo idrografico della Sicilia al comando del brigantino “Scylla” e nel 1815 trovò il tempo di sposarsi a Messina con la figlia del console inglese di Napoli.

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.193 - 2015 alla pagina 40

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