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27 Aprile 2017
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Alla Ricerca della Materia Oscura

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Quattro quinti della materia nell’universo sono composti di materia oscura: non si tratta semplicemente di materia ordinaria che non “brilla” ma, piuttosto, di una materia sostanzialmente nuova e completamente diversa da quella che conosciamo, nel senso fondamentale del termine. L’esistenza della materia oscura non è soltanto una questione osservativa: è la chiave, l’ingrediente teorico fondamentale per spiegare la formazione delle strutture di larga scala osservate nell’universo, dalle galassie nane agli ammassi di galassie.

Approfondiamo meglio la conoscenza di questa esotica e sfuggente materia costituente dell’universo con Stefano Profumo, PhD in Fisica delle Particelle Elementari e professore presso l’University of California, che ci offre una completa panoramica sulle caratteristiche che le particelle di materia oscura potrebbero avere e descrive le migliori candidate a oggi ipotizzate.

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.210 - 2017 alla pagina 62

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2 Commenti a “Alla Ricerca della Materia Oscura”

  1. alfredo corsaro scrive:

    La materia oscura, ritengo, debba seguire le leggi della materia ordinaria. Pertanto potremmo ipotizzare che essa pervada tutti gli spazi non occupati dalla materia ordinaria. Se supponiamo che sia anche più massiva di quella ordinaria allora potremmo ridefinire alcuni concetti fin’ora “oscuri”: per primo la gravità. Allora uno spazio occupato da materia ordinaria (stelle, pianeti, etcc.) meno massiva possiamo definirlo come spazio in cui vi è una depressione di materia oscura. Tale depressione, colmata parzialmente da materia ordinaria, attrae ancora a se sia materia oscura che materia ordinaria al fine di equilibrare il deficit di pressione. Tale effetto di attrazione potrebbe essere la causa della cosiddetta “forza di gravità”. Ancora. Se ipotizziamo che le onde elettromagnetiche per propagarsi abbiano bisogno di un mezzo, la materia oscura potrebbe essere un ottimo candidato. Se fosse così l’accumulo di materia oscura attorno a stelle potrebbe costituire la cosiddetta “lente gravitazionale” che devia i cosiddetti “raggi di luce” nell’attraversare materia oscura da meno densa a più densa. Ed ancora i buchi neri potrebbero essere costituiti da zone di assenza di materia oscura per via forza centrifuga dovuta alla rotazione della materia oscura. In tale zona priva di materia oscura, per quanto detto sopra, non potrebbero propagarsi le onde elettromagnetiche. Anche il ritardo della precessione del perielio di Nettuno potrebbe essere causato dalla maggiore concentrazione di materia oscura nelle vicinanze del sole. Alla fine la deformazione dello spazio-tempo ipotizzato da Einstein corrisponderebbe perfettamente alla deformazione della concentrazione di materia oscura dovuta alla presenza della materia ordinaria. Ciò, mi rendo conto, sarebbe scandaloso perché abbatterebbe la teoria della relatività, ovvero la attribuirebbe ad altra causa che non alla deformazione dello spazio-tempo.

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