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13 Dicembre 2017
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51 Pegasi b: il primo esopianeta non si scorda mai

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Rappresentazione artistica della pulsar PSR B1257+12 e del suo insolito sistema planetario. L’aurora visibile sul polo nord del pianeta in primo piano è un possibile effetto della pioggia di radiazioni a cui sono esposti quei pianeti, causata dal potentissimo campo magnetico rotante della pulsar. Crediti: NASA/JPL-Caltech.

51 Pegasi b, la cui scoperta fu annunciata alla fine del 1995, fu il primo pianeta extrasolare trovato in orbita intorno a una stella di sequenza principale come il Sole. Il primo di una lunga serie. È anche uno dei pochi esopianeti ad avere avuto un nome vero e proprio, anzi due. Ecco la storia della scoperta di 51 Pegasi b, un gioviano caldo in orbita intorno a una stella posta a 50 anni luce dalla Terra, nella costellazione di Pegaso.

La scoperta del primo esopianeta in orbita intorno a una stella di sequenza principale fu il risultato di una corsa all’ultimo sangue, o meglio all’ultimo fotone, tra due team di ricercatori. La spuntarono per soli 6 giorni Michel Mayor e Didier Queloz dell’Università di Ginevra. Il 6 ottobre 1995, 22 anni fa, i due annunciarono ufficialmente alla comunità scientifica che, usando lo spettrografo ELODIE dell’Osservatorio di Haute-Provence in Francia, avevano ottenuto prove convincenti dell’esistenza di un pianeta di taglia gioviana intorno a 51 Pegasi, una stella distante circa 50 anni luce dal sistema solare. Il 12 ottobre
Geoffrey Marcy e Paul Butler confermarono la scoperta, sulla base dei dati che avevano accumulato in sole quattro notti di osservazione usando lo spettrografo Hamilton del Lick Observatory in California. Per ironia della sorte, i due astronomi americani, che stavano cercando anche loro esopianeti intorno a stelle di tipo solare, avevano escluso fino ad allora 51 Pegasi dal gruppo di stelle sotto osservazione, perché il catalogo dell’Osservatorio la dava erroneamente come una subgigante, mentre era invece una stella molto simile al Sole, un bersaglio ideale per quel tipo di ricerca.

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.215 - 2017 alla pagina 26: Leggilo Online!

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