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20 Settembre 2017
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40 anni fa la scoperta degli anelli di Urano

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Nella foto Doug Mink, Ted Dunham, Tom Matheson e Jim Elliot costituiscono il team della Cornell University che quella notte del 10 marzo 1977, a bordo dell’osservatorio volante Kuiper Airborne Observatory, ha scoperto la presenza del sistema di anelli attorno al pianeta Urano. Crediti: Doug Mink - Harvard University.

Il 10 marzo del 2017 saranno passati esattamente 40 anni da quella fatidica notte in cui, grazie ad uno straordinario osservatorio mobile a bordo di un aeroplano, un piccolo team di studiosi della Cornell University, quasi per puro caso, scoprì il sistema di anelli del pianeta Urano. Si tratta di una data per molti versi significativa anche se spesso trascurata, sebbene non mancassero i motivi per collocare la scoperta tra le più interessanti e scientificamente produttive dello scorso secolo. Si trattava in sostanza del più grande cambiamento avvenuto nella conoscenza della struttura del Sistema Solare dai tempi della scoperta di Plutone.
Che tra Urano e Saturno (padre e figlio) non corresse buon sangue – mitologicamente parlando – è noto a tutti, anche perché Cronos (il nome greco di Saturno) combinò davvero un brutto scherzo a suo padre, spodestandolo dal trono e assumendo la posizione dominante tra gli dei, almeno fino all’arrivo del figlio Zeus. È davvero curioso notare come, per una sorta di legge del contrappasso, in un paio di occasioni il pianeta Urano si prenderà la rivincita, togliendo a Saturno alcuni primati astronomici. La prima volta fu nel 1781: fino ad allora Saturno era riconosciuto come il pianeta “di confine”, l’ultimo membro della corte del Sole. Il 13 marzo di quell’anno, però, William Herschel, scrutando tra Toro e Gemelli, individuò un pianeta ancora più lontano. E il destino volle che venisse chiamato Urano, dopo che per un breve periodo il mondo astronomico corse il pericolo di doversi tenere per sempre un pianeta di nome “Giorgio”. Il secondo sgarbo venne perpetrato proprio nel 1977, allorché Urano privò Saturno della sua peculiarità più unica e spettacolare: gli anelli.

L'articolo completo è pubblicato su Coelum n.209 - 2017 alla pagina 74

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