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20 Ottobre 2019
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Riprendere la pioggia di Draconidi del prossimo 8 ottobre. II

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Riprendere le Draconidi, le tecniche per immortalare le fasi salienti di un fenomeno che manca nel nostro paese da parecchi decenni. (II parte)
Nell’articolo Tempesta di Draconidi in Ottobre? pubblicato su Coelum n.151 a pag 16, l’autore Daniele Gasparri oltre a raccontarci la loro storia e come sia possibile effettuare delle previsioni sulle circostanze e sulla consistenza della pioggia, ci dà anche alcuni suggerimenti per immortalare il fenomeno. Per voi di seguito la seconda parte di In caso di pioggia.. che fare?.

Per orari, mappa e circostanze seguite il nostro appuntamento con le Draconidi nel cielo del mese.

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RIPRESE A GRANDE CAMPO CON CAMERA CCD

Se possedete una camera CCD astronomica, molte volte più sensibile di ogni reflex digitale, vi consiglio di utilizzarla perché sicuramente vi consentirà di catturare molte più meteore. Naturalmente la camera CCD dovrà essere dotata di un obiettivo fotografico di corta focale, al massimo di 25-30 millimetri. La scelta dell’obiettivo dipende criticamente dal formato del vostro sensore; anche in questo caso il modo migliore per arrivare preparati consiste nel fare prove preliminari.

Una ripresa allsky effettuata con CCD.

Se non possedete un obiettivo adatto, potete ricavarne uno economico e di discreta qualità (se il sensore non è troppo grande) utilizzando un oculare di media focale, meglio se di diametro di 50,8 mm. Personalmente ho trovato molto vantaggioso l’uso di un semplice Ploss da 25 mm di focale, con un rapporto focale conseguente pari a f/0,85, che mi ha permesso di riprendere meteore, con la mia camera CCD ST-7XME, di magnitudine superiore alla +5.

La parte più complicata consiste nel costruire il supporto adatto per avvicinare l’oculare al sensore e regolare la messa a fuoco, ma con un po’ di nastro adesivo e cartoncino diventa tutto piuttosto semplice e sorprendentemente stabile. L’uso di una camera CCD può naturalmente essere complementare a quello della digicam, anche perché gli effetti sono molto diversi: le reflex digitali riprendono con un campo più vasto e a colori, mentre l’unico punto di forza delle camere CCD è la grande sensibilità, a scapito del lato estetico.
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RIPRESE CON VIDEOCAMERE SENSIBILI

Un’attività alternativa e per certi versi più spettacolare (e complicata) prevede la registrazione di alcuni video attraverso delle sensibili videocamere già utilizzate da molti astrofili specializzati nella rilevazione e studio delle meteore. Una delle videocamere più utilizzate si chiama Mintron, di moda fino a qualche anno fa come autoguida per le riprese a lunga posa o per l’imaging deepsky.

Benché il sensore sia molto più piccolo di quello delle reflex digitali, l’uso di obiettivi dalla cortissima focale (5-8 mm, reperibili facilmente anche su eBay) restituisce un campo di diverse decine di gradi e consente di riprendere filmati che mostrano il movimento di meteore più luminose della magnitudine 3-3,5. Una volta acquisiti dei filmati a cavallo dei picchi previsti, nella fase di elaborazione si potranno scegliere i frame che hanno registrato le meteore e comporre un video che mostrerà in modo spettacolare tutta l’evoluzione dell’evento.

Se la pioggia si dovesse mostrare davvero importante come sembra, non sarà neanche necessario fare la selezione dei frame, ma semplicemente accelerare il corso del filmato costruendo un bellissimo time-lapse. Inoltre, se si dovesse sentire l’esigenza di un’immagine che mostri le scie di tutte le meteore registrate, sarà sufficiente mediare i singoli frame dei filmati, proprio come fanno gli astrofotografi planetari.
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CONCLUSIONE

Auguro a tutti i lettori di poter assistere ad uno spettacolo indimenticabile, e anche a nome della redazione vi invito ad inviare pareri ed immagini sull’esito della vostra serata osservativa; comunque vada.

E se qualcosa andasse storto, e lo spettacolo non fosse all’altezza delle previsioni, vi preghiamo di ricordarvi di quel famoso detto dell’ambasciatore che non porta pena…

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La ripresa a grande campo con la macchina fotografica fissa puntata verso il radiante è la tecnica più intuitiva da usare nel caso di annunciate “grandi piogge”. Ne è una prova questa splendida immagine realizzata dall’amatore spagnolo Juan Carlos Casado la notte delle Perseidi 2003 componendo diversi frame raccolti in un arco di 3,5 ore. Il tempo di esposizione dovrà essere naturalmente calibrato in rapporto alla trasparenza e all’oscurità del cielo. Con la presenza di una Luna piena alle spalle come nel caso del prossimo 8 ottobre, converrà comunque non superare i 5 minuti per posa.

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Altre risorse:

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