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15 Dicembre 2018
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Mira alla luna!

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Nella stanza c’era aria viziata, Ada si alzò da letto, spostò una tenda e aprì la finestra, com’era bello il cielo in quella sera senza nemmeno una nuvola, peccato che l’ostacolo era proprio davanti ai suoi occhi, le sbarre infatti non le permettevano di godere appieno della meraviglia che madre natura aveva messo a disposizione in quel momento.

Nella stanza c’era aria viziata, Ada si alzò da letto, spostò una tenda e aprì la finestra, com’era bello il cielo in quella sera senza nemmeno una nuvola, peccato che l’ostacolo era proprio davanti ai suoi occhi, le sbarre infatti non le permettevano di godere appieno della meraviglia che madre natura aveva messo a disposizione in quel momento.

“Accidenti siamo chiuse qui dentro!” borbottò a Marina la sua compagna di cella, la quale rispose prontamente “Non ti preoccupare, fra una settimana tu sarai fuori di qui, e lo vedrai tutte le volte che lo desideri, a me toccano invece ancora altri tre anni e ventisette giorni!”

“Ma tu sei colpevole di furto!” la canzonò Ada!

“Mah, è stato l’avvocato a fregarmi” E le due ragazze scoppiarono in una sonora risata!

Ada si trovava nel carcere penitenziario di Rebibbia da un paio di solstizi e c’era stato un momento in cui aveva pensato che la pazzia si fosse impadronita della sua persona, ma era riuscita a sopravvivere, mancava poco e sarebbe ritornata “ nel mondo reale” avrebbe respirato aria pulita e nuova, si sarebbe rotolata nei campi pieni di grano e di papaveri rossi, e avrebbe finalmente visto il cielo a trecentosessantacinque gradi e quelle stelle studiate in due anni di reclusione in cui i giorni sembravano tutti uguali.

Marina seduta sul letto, giocava distrattamente con una ciocca di capelli e guardava l’amica che stava prendendo appunti su un vecchio quaderno tutto sgualcito:

“Ti ostini a portartelo dietro ovunque quel libraccio!”

“Sono le mie note astronomiche, il mio blocchetto personale dove scrivo ciò che ho visto durante la sera per poi confrontarlo con le mappe che ho trovato in biblioteca! E se sono brava vedrai che azzecco anche i nomi delle stelle!”

Attaccate alle pareti screpolate della sala per la lettura difatti, vi erano delle vecchie carte stellari, incorniciate da chi sa chi, e, quando le era concesso Ada sgattaiolava con il suo quaderno alla ricerca di errori e di correzioni da effettuare la notte successiva!Sembrava un “piccolo Galileo” con quegli schizzi rudimentali!

La donna continuava a disegnare piccole stelline e a prendere nota della loro posizione rispetto alla Luna (e alla grata immobile) e Marina la osservava stupita, come poteva essere così importante quello stupido quaderno?

“Alleno i miei occhi così quando uscirò di qui farò la pazzia di comprarlo davvero un piccolo telescopio!” Diceva Ada mentre cercava l’esatta angolazione per scansare l’ostacolo e vedere quel puntino luminoso corrispondente a Spica.

Marina dall’altra parte della stanza sorrideva, quella sua amica era davvero un pochino matta, perdere soldi per una diavoleria come quella era inutile, rischiava infatti solo di diventare un suppellettile senza alcun valore!

Ada era uscita dall’istituto penitenziario da quasi due mesi, il quaderno astronomico era l’ultima cosa tangibile del passaggio dell’amica che lo aveva dimenticato nella stanza insieme ad altri effetti personali forse presa dalla smania della libertà!

Marina ci pensa nel momento in cui si ritrova fra le mani un piccolo pacco di posta ordinaria, sa esattamente chi è il mittente e può anche intuirne il contenuto; tutti i ricordi di quella sua compagna di cella le balzano davanti agli occhi, le emozioni e quei mesi in compagnia di quella donna talmente pazza da sfidare il ferro per guardare più in alto.

Man mano che toglie la scatola dalla carta di imballo le vengono in mente tutte le volte che l’ha derisa e tutte le volte che l’ha consolata quando le nuvole intralciavano quella piccola scorribanda notturna.

Nella scatola difatti solo un binocolo e un biglietto:“Adesso tocca a te abbattere la grata definitivamente, vai all’ultima pagina!”

Per poco Marina non rischia di perdere l’equilibrio, presa dall’eccitazione, guarda sulla vecchia mensola sopra la scrivania, rovista fra alcuni libri e trova il blocco, sfoglia le pagine e arrivando fino alla fine ne strappa anche un bordo. imprecando sottovoce legge:

“31 marzo 2010.” Mira alla Luna!

Accidenti, ma è oggi!

Stupore si disegna sul volto della donna, quel “piccolo Galileo” aveva calcolato anche questo, Ada voleva davvero regalarle un’ emozione nuova e così prende il binocolo e con l’inesperienza del principiante, ma la volontà di andare fino in fondo punta sul satellite e…

che meraviglia si presenta ai suoi occhi, una splendida Luna piena, mai vista così da vicino!

Era lì immobile con il corpo, ma la sua mente e la sua anima erano fuori, stava camminando letteralmente sulla sua superficie e attraversava i deserti e le montagne, i crateri e i mari, un nuovo mondo!

Una lacrima riga il suo viso, la grata era sparita…

Anna Luongo è nata in Svizzera nel 1981 ma vive a Ferrara ormai da otto anni. Diplomata nel 2000 in un piccolo paese in provincia di Avellino, da allora ha sempre lavorato.
Si reputa una persona seria, dinamica e solare, che adora leggere e scrivere per diletto. È da sempre un’appassionata della volta celeste e delle sue meraviglie che passa ore a osservare con il suo Celestron.
 
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3 Commenti a “Mira alla luna!”

  1. Bella storia, complimenti da un lettore affezionato.

  2. Marco scrive:

    Veramente una bella storia, che fa capire l’importanza dell’osservazione celeste!
    Complimenti Anna!
    Spero in un tuo altro articolo!

    Marco

  3. chris elliott scrive:

    Conoscevo Anna circa un anno fa e leggere questo è assolutamente bellissimo … è una persona fantastica e mi piacerebbe se mi parlasse ancora … visto che le sue immagini sono stupende e mi hanno mostrato l’universo .. La sua conoscenza per l’astronomia è incredibile … Anna vorrei fare di tutto per parlarti di nuovo … quindi per favore mandami un messaggio … Lo apprezzerei molto per favore ….

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