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8 Dicembre 2019
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Congresso ISSP a Cortina d’Ampezzo

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Nello stupendo scenario delle Dolomiti ampezzane a Cortina, si è svolto a gennaio il Congresso dell’Italian Supernovae Search Project ISSP ed ha visto l’ingresso nel gruppo di tre nuovi Osservatori.

Nel weekend del 12-13 Gennaio si è svolto a Cortina d’Ampezzo, nello stupendo scenario delle Dolomiti ampezzane, il Congresso dell’Italian Supernovae Search Project ISSP.

La giornata di Sabato ha accolto i partecipanti con una bella giornata di sole, mostrando paesaggi mozza fiato che solo la “regina delle Dolomiti” riesce a regalare.

Gli organizzatori del congresso sono stati i padroni di casa del CROSS, gruppo storico italiano impegnato da molti anni nella ricerca delle supernovae che vede in Alessandro Dimai e Marco Migliardi i due personaggi di spicco.

I lavori del congresso si sono aperti alle 14,30 all’interno del Planetario Nicolò Cusano con i vari gruppi che hanno presentato numerose relazioni, tutte interessanti e ben articolate. Fra queste anche quella tenuta da Riccardo Mancini dell’Osservatorio di Montecatini val di Cecina incentrata sulla collaborazione fra l’ISSP e la rivista Coelum con la rubrica mensile delle supernovae iniziata col numero di Marzo 2012. I lavori si sono infine chiusi alle 19,30 con l’intervento dell’astronoma Lina Tomasella dell’Osservatorio Astrofisico di Asiago che ha spiegato l’attività di classificazione e studio delle supernovae fatta ad Asiago.

In questi due anni di attività l’ISSP ha instaurato una proficua collaborazione con gli astronomi del team di Asiago che hanno ripreso in brevissimo tempo tutti gli spettri delle supernovae scoperte dall’ISSP e dagli astrofili italiani.

I partecipanti poi con la funivia Freccia nel Cielo sono saliti ai 1780 metri del Rifugio Col Drusciè per la cena e la magia notturna ha coinvolto tutti i presenti. Il buio, la neve, il cielo stellato, la terrazza con i bracieri e le candele, i tavoli coi salumi ed i formaggi tipici, il pentolone di rame con la polenta e naturalmente il prosecco e il vin brulè hanno spostato l’attenzione dall’astronomia alla gastronomia locale.

Dopo la cena è stata effettuata una visita all’Osservatorio posto a pochi passi dal rifugio, con le due cupole che ospitano al suo interno un Newton da 50cm ed uno Schmidt Cassegrain Celestron 11 da 28cm.

La Domenica seguente il ritrovo è stato ancora davanti al Planetario, ma il meteo ha girato al brutto con una leggera nevicata che aumentava d’intensità spingendo quelli venuti da più lontano (i toscani) a mettersi sulla via del ritorno. I restanti invece sono saliti in seggiovia al Rifugio Mietres per il pranzo di commiato sulla più bella terrazza di Cortina.

Fino al weekend cortinese all’ISSP partecipavano cinque osservatori italiani.

L’Osservatorio del Col Drusciè, nelle Dolomiti, gli Osservatori di Monte Agliale (LU), di Montarrenti (SI) e di Montecatini Val di Cecina (PI), in Toscana sono i quattro gruppi fondatori che nel Giugno 2011 hanno dato vita a questo importante progetto. L’anno successivo l’Osservatorio di Bassano Bresciano (BS), in Lombardia si è aggiunto al progetto.

Il congresso di Cortina ha formalizzato l’entrata nell’ISSP di altri tre osservatori:

l’Osservatorio del Monte Baldo (VR) che nell’Ottobre 2012 ha coronato l’impegno nella ricerca delle supernovae scoprendo la prima supernova, la SN2012fm nella galassia UGC3528, l’Osservatorio di Grosseto che aumenta la già nutrita flotta di osservatori toscani impegnati in questo tipo di caccia celeste e l’Osservatorio privato di Ponte di Piave (TV).

Punto di forza di questa collaborazione è l’assoluto coordinamento nelle osservazioni delle galassie da riprendere, attinte da un’unica lista di circa 25.000 oggetti distribuiti in tutto il cielo, oltre ai programmi che i singoli osservatori portano avanti autonomamente ma sempre in sintonia fra loro.

Il congresso di Cortina ha apportato anche una modifica ai metodi di ricerca. Dalla lista dei circa 25.000 oggetti sono state infatti selezionate circa 2.000 galassie ritenute fra le più prolifiche in quanto ad esplosioni di supernovae e pertanto saranno seguite con maggior attenzione.

L’ISSP è comunque aperto ad ulteriori collaborazioni e poiché l’Osservatorio più meridionale adesso è quello di Grosseto, sarebbe ben accolta l’entrata di un nuovo osservatorio situato nel sud Italia per aumentare la copertura nazionale, migliorando le problematiche legate al meteo.

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