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19 Gennaio 2021
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Il Cielo di Gennaio 2021

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Dopo i mesi autunnali, ricchi di piogge ma relativamente clementi per quanto riguarda le temperature, in gennaio si fa avvertire in modo più deciso il clima tipico della stagione fredda. Se da un lato questa situazione in genere offre le migliori condizioni di trasparenza del cielo, dall’altra pone seri problemi a chi voglia raggiungere siti lontani dalle luci cittadine e rimanervi nella lunga e fredda notte astronomica.

La cartina mostra l'aspetto del cielo alle ore (TMEC): 1 Gen > 23:00; 15 Gen > 22:00; 30 Gen > 21:00. Crediti Coelum Astronomia CC-BY

EFFEMERIDI

Luna

Sole e Pianeti

Proprio le numerose ore di buio permettono, in questo periodo, di spaziare dalle costellazioni autunnali più orientali (come i Pesci, il grande Pegaso o la più debole Balena), ancora visibili in prima serata verso ovest, fino alle regioni ricche di nebulose, ammassi e stelle splendenti tipiche del cielo invernale, per terminare, nella seconda parte della notte, con le prime avvisaglie della grande concentrazione di galassie del cielo primaverile, tra le plaghe celesti della Vergine e del Leone.

approfondisci con la UAI: Tra le stelle dei Cani

e con Stefano Schirinzi che ci accompagna nella terza parte della costellazione dei Pesci.

COSA OFFRE IL CIELO

Giove, Saturno, la Luna e il Faro di Kevin Saragozza

La prima parte del mese la dedicheremo ancora a Giove e Saturno, che dopo la Grande Congiunzione dello scorso Solstizio d’Inverno, ora iniziano a perdere altezza e visibilità (Saturno più velocemente di Giove) e ad allontanarsi tra loro, non senza darci però ancora un paio di suggestive occasioni per osservarli e riprenderli. Marte resta nel cielo della sera, a nostra disposizione, ma anche lui anticipa il suo tramonto e diminuisce la sua brillantezza. Nel cielo della sera si fa invece spazio Mercurio, in una delle sue migliori visibilità per l’anno appena iniziato e si accompagnerà a Luna e pianeti finalmente alla sua portata. Venere mantiene, ancora per poco, il presidio del crepuscolo del mattino, diretto verso la congiunzione eliaca di fine marzo. Nemmeno i pianeti più distanti (non visibili a occhio nudo) Urano e Nettuno, gli faranno compagnia, anche loro relegati alla prima parte della notte.

Non ci resta che dare un’occhiata alla sezione del Cielo del mese, ma anche all‘approfondimento sull’anno che verrà, con la collaborazione dell’ Unione Astrofili Italiani.


La Luna

Come ogni mese Francesco Badalotti ci guida attraverso le formazioni più interessanti da osservare in ogni fase del nostro satellite, ci indica tutte le librazioni con quelle zone del bordo tra lato visibile e lato nascosto della Luna che via via si rendono accessibili da Terra grazie al “dondolio” apparente della Luna nella sua orbita attorno alla Terra.

Prosegue poi il viaggio tra le principali formazioni della nostra Luna dal settore sudest verso nord (parte 9), questo mese consigliato per il 20 gennaio (ma come sempre una guida utilizzabile ogni volta che il nostro satellite si trova in condizioni simili di illuminazione), con un approfondimento sull’osservazione del sito di atterraggio dell’Apollo 16, dove gli astronauti Young e Duke, trascorsero 71 ore, con 20 ore e 14 minuti in attività extraveicolare, percorrendo 26,7 km sul suolo lunare a bordo del “Lunar Roving Vehicle – LRV”, raccogliendo un totale di 94,7 kg di campioni di rocce lunari ed effettuando carotaggi fino a una profondità di 3 metri! Sarò suggestivo osservare quelle lande, forse più noiose rispetto al resto delle formazioni lunari, ma sicuramente cariche di significato in un periodo in cui già si programma una nuova tappa per l’esplorazione umana della Luna.

Per quanto riguarda invece luce cinerea e le sottili falci l’appuntamento è nella seconda parte della notte e prima dell’alba il 10 e 11 gennaio e, dopo il Novilunio, le sere del 14 e 15 gennaio.

Le Quadrantidi

Inizia un nuovo anno e con gennaio tornano a solcare i nostri cieli le belle scie luminose delle Quadrantidi. Ogni inizio anno è caratterizzato dal manifestarsi più o meno discreto di questo sciame meteorico, il cui nome deriva dalla obsoleta costellazione del Quadrante Murale (introdotta da Lalande nel 1795 e abolita nel 1922) che un tempo occupava la regione situata nella parte nordorientale del Boote, dove è situato il radiante.

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